L'evoluzione del marketing e della cantina: dal marketing del prodotto al marketing del valore 1
Marketing del vino

L’evoluzione del marketing e della cantina: dal marketing del prodotto al marketing del valore

Spesso si sente parlare di Marketing 2.0, un pò più raraemnte di 3.0 e i più pioneristici si azzardano a parlare di 4.0 . Da dove derivano questi numeri? Dai libri e dagli studi di Kotler, uno dei massimi esperti del marketing management mondiale. Gli studi di Kotler rispecchiano non solo l’evoluzione delle sue teorie, ma soprattutto l’evoluzione della società.

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Marketing 1.0

Il focus del marketing 1.0 è il prodotto, tutto gira intorno al prodotto, le necessità sono fisiche, vengono utilizzati principalmente mezzi tradizionali quindi la comunicazione è unidirezionale (giornali, TV), gli utenti sono ricettori passivi.

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Marketing 2.0

Col tempo inizia poi un attenzione maggiore al consumatore e alla sua soddisfazione, si inizia così a parlare di interattività, di comunicazione bidirezionale, le aziende propongono, ma gli utenti possono rispondere, e spesso le aziende non sono preparate nel con risorse, ne come mentalità a ricevere input dagli utenti.

Marketing 3.0

Col tempo gli utenti non si accontentno più di dire la loro sui prodotti, vi sono nuove battaglie da affrontare, che riguardano tutti noi, non solo i vini, battaglie che ci toccano eticamente. Gli utenti sono interessati a creare un mondo migliore, aspirano a questo obiettivo e si aspettano che le aziende e le cantine facciano lo stesso, prendendo posizione su certi temi che riguardano la società. Pensiamo al 2019: quali sono stati i grandi temi? Ho provato a gardare su Google Trends, ma mi son pentito a leggere i picchi di ricerca del 2019 in Italia..

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I grandi temi sono stati la lota al cambiamento climatico, gli scioperi nati dal movimento di Greta Thunberg, la lotta alla plastica, mentre è proseguito l’interesse per il BIO già nato negli anni precedenti a cui molte cantine si sono già adeguate, alcune sono arrivate pure a proporre i vini vegan.

Marketing 4.0

Col tempo l’utente è diventato sempre più esigente nei confronti delle aziende, che si sono umanizzate, trattano di temi sociali, ma soprattutto sono interconnesse. La rivoluzione 4.0 è la rivoluzione dei dati tra online ed offline che permettono all’utente di vivere un’esperienza fluida col brand, in modo da passare molti input e ricevere output che siano in linea con le aspettative, oltre quella che è una semplice targhetizzazione, ora si parla di intelligenza artificiale predittiva. Ed è tra già tra noi, alcuni telefoni (Huawei sotto per esempio) riconosce tramite l’intelligenza artificiale gli oggetti e volendo ne suggerisce di simili da acquistare

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Il marketing 4.0 rappresenta il punto più elevato, al momento di interconnessione tra i dati. Possono sembrare temi lontani dalle nostre vigne, lontani dai nostri utenti, ma nulla è per sempre, tutto cambia e si evolve e ci si deve adeguare ai cambiamenti.

Cosa fare?

Iniziare dalle piccole cose, una fase non esclude totalmente l’altra la assimila e la plasma adeguata ai tempi che sono cambiati. Gli utneti sono interessati su che trattamenti sono fatti in vigna, diciamolo, vogliono sapere se gli involucri sono ricliclabili, se i vini sono BIO. Utilizziamo i dati che abbiamo per tracciare gli utenti in modo da creare loro valore, in base ai loro interessi dichiarati o dedotti, consenso permettendo. Un utente che acquista il nostro vino in cantina o in enoteca o in un ristorante deve vivere le stesse esperienze in base ali possibili touchpoint, in cantina è facile, ma in ristorante o in enoteca? Dobbiamo comunicare tramite il touchpoint stesso, la bottiglia, l’etichetta. E continuare a interagire con l’utente con tutti gli strumenti a disposizione, sito, newsletter, social..

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