I  5 top vini bianchi del 2019 1
Degustazioni

I 5 top vini bianchi del 2019

Comincio questa mia personale lista (non classifica) dei vini bianchi che mi hanno particolarmente colpito in quest’anno 2019 che ormai giunge al termine. Non è quindi una classifica, ma degli appunti su vini bianchi che per un particolare motivo, sensoriale o emotivo nella degustazione mi hanno colpito in modo favorevole. Principalmente sono Trentini, ma ogni tanto anche sconfino:-)

Nussbaumer Tramin 2009 (Alto Adige)

Non che abbia bisogno di molte presentazioni questo Gewürztraminer  della Cantina Tramin che ormai sono 10 anni di fila che si aggiudica i 3 bicchieri del Gambero Rosso. L’ho degustato a Hosteria Toblino, il giorno dopo di una degustazione con giornalisti, ed ho apprezzato la proposta dell’Hostaria di provarlo. Mi ha colpito soprattutto al naso: rosa, giglio, zenzero…e in bocca risultando di corpo, aromatico e fresco

Besler Biank 2010 Pojer Sandri (Trentino)

Riesling Renano, Kerner e Incrocio Manzoni per un vino che ha ben nove anni e sa ancora esprimersi al meglio. L’ho degustato nel corso di un pranzo estivo a base di pesce presso l’ Osteria Le due Spade di Trento su suggerimento di Nicola, il sommelier. Del Besler Biank 2010 Mi han colpito le erbe aromatiche al naso, così come le spezie, vino bianco e la morbidezza che si percepisce in bocca. L’ho talmente apprezzato che sono andato direttamente in azienda agricola Pojer Sandri a prendere una bottiglia da custodire in cantina.

Stara brajda belo Ščurek (Brda, Slovenia)

60% Ribolla Gialla, 20% Picolit, 20% Glera e Malvasia e 12 mesi di riposo in botti di rovere per questo vino che ho scelto di degustare nel corso della mia cena di dimissioni a base di pesce a casa mia. Tra i vini presentati il Stara Brajda belo Ščurek è stato uno dei più apprezzati. Il colore già svela che sarà un vino importante con i suoi riflessi dorati, e in bocca un vino di corpo, morbido, molto persistente. L’ho degustato per la prima volta direttamente in cantina, nel Brda, il collio sloveno, a pochi metri dal confine italiano, luogo dove ci consiglio di andare a fare un weekend enogastronomico.

Vermentino di Sardegna ‘Giunco’ Mesa 2018 (Sardegna)

Quando vado in vacanza cerco sempre informazioni su enogastronomia locale, quali siano i piatti tipici e i vini autoctoni. Se parlo di Sardegna, ovviamente o Cannonau o Vermentino. Tra le varie cene di pesce abbinate a vini locali, mi è rimasto impresso questo Vermentino di Sardegna ‘Giunco’ Mesa 2018. E’ un vino giovane, fresco e anche leggero. Al naso sentori di frutta esotica e retrogusto minerale con note anche fruttate di frutta a polpa bianca. Chiudo gli occhi e mi ci vedo all’ombra di un bel pino marittimo, codopo un bel piatto di arselle alla schiscionera, vista mare, brezzolina e un bicchiere di Vermentino che si offusca per la condensa.

Müller Thurgau Pietramontis Villa Corniole (Trentino)

last but not least, il Müller Thurgau Pietramontis di Villa Corniole, un’altra realtà vitivinicola della Val di Cembra che ho scoperto quest’anno, e che consiglio di visitare perchè è una famiglia che davvero trasmette la passione e la dedizione per quello che fa quotidianamente. Il Müller Thurgau Pietramontis è uno dei vini più premiati negli anni come medaglia d’oro alla Mostra dei Müller che si tiene in Val di Cembra. Il colore è giallo non intenso, contro luce si vedono riflessi verdolini, è un vino giovane, al naso erbe aromatiche, agrumi, frutta tropicale. Ideale come aperitivo da solo o abbinato al pesce, risulta essere sapido, minerale e abbastanza fresco. E’ un vino di montagna suggerisco di degustarlo da solo almeno la prima volta, guardando le montagne della Val di Cembra.

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