Cos'è il #foodporn e perchè ha così tanto successo? 1
Marketing del vino

Cos’è il #foodporn e perchè ha così tanto successo?

Alzi la mano chi non ha mai postato una foto di un piatto di cibo su Instagram o Facebook..nessuno. Basta andare al ristorante o anche al bar senza essere nei ristoranti stellati per accorgersi di essere circondati da foodblogger alle prese con lo scatto del secolo. Guardate queste persone intente a scegliere l’angolo perfetto per fotografare la coscia di pollo e già pregustare il filtro da poter applicare, siamo comunque in buona compagnia infatti oggi ho contato più di 166 Milioni di foto condivise su Instagram con quell’hashtag.

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Ma perchè lo facciamo? Solo narcisismo? Secondo una ricerca pubblicata dal Journal of Consumer Marketing scattare una foto prima di mangiare, inclusa la ricerca della luce giusta e dell’angolo di ripresa, del filtro da applicare può migliorare il gusto percepito di quel piatto. Quindi ora cari ristoratori Wi-Fi free per tutti i clienti e invitiamoli a postare foto dei loro piatti.

In più sembra proprio che potrebbe essere proprio il gesto ora diventato rituale  che sia il legame tra fotografia e la soddisfazione del piatto fotografato, e questo nonostante la scelta dell’angolatura, della luce, dello zoom richieda tempo e rimandi il primo morso, quasi sia un modo di pregustare ciò che sarà.  Cosi una volta dato il primo morso  il piatto ci sembrerà più gustoso. Proprio ieri ero in una cantina (Cantina Toblino che suggerisco) a partecipare ad un aperitivo veggie con presentazione di tre tipologie di vino; ammetto che all’inizio ero un pò scettico anche un tagliere salumi e formaggi trentini lo avrei gradito, ma ho sfidato i dubbi ed ordinato una Barchetta integrale alle erbette del Guà con humus di fagioli borlotti, verdurine all’agro e polpette di ceci.

Appena il cameriere mi ha servito mi ha chiesto: “Soddisfatto della scelta”? ed io ho risposto inconsciamente: “Beh il 20% è fatto, ora l’assaggio..” e così la vista ha fatto il suo anche nel mio caso, d’altra parte è stato più volte dimostrato che quando ascoltiamo qualcuno durante una presentazione la parte attiva del nostro cervello corrisponde solo al 3%, e può arrivare fino all’8%, ma è solo con le l’uso di immagini che si riesce a raggiungere il 30% del cervello di chi ci ascolta.

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Per approfondimenti: http://nymag.com/scienceofus/pages/cile5d2hf001uauy8jkwepze9.html</a

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