Cosa aspettarsi da Facebook nel 2019? Il futuro è nel privato dei gruppi 1
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Cosa aspettarsi da Facebook nel 2019? Il futuro è nel privato dei gruppi

“The future is private” è questa la scritta alle spalle di Mark Zuckerberg all’ F8 la conferenza annuale degli sviluppatori che si è tenuta il 30 aprile (e proseguirà il 1 maggio) che ha lo scopo di dare la roadmap di quelle che saranno le innovazioni di tre dei social più usati attualmente in Italia e non solo: Facebook, Instagram e Whatsapp.

Le principali novità si focalizzano sulle app di messaggistica si svilupperanno in ottica di avvantaggiare le conversazioni private. Il focus sarà quindi sui gruppi e non più solamente sugli amici. I gruppi diventano il centro dell’esperienza dell’utente, tanto che il redesign della piattaforma (immagine sotto) renderà ancora più facile passare dallo spazio pubblico a quello privato dei gruppi, perchè quando un utente trova il gruppo giusto potrebbe diventare il motivo principale per fare accedere l’utente a Facebook stesso ed è per questo che le novità saranno principalmente 3:

Redisign dei TAB dei gruppi: per rendere l’accesso e e la scoperta di nuovi gruppi che potrebbero interessare ancora più facile.

Cosa aspettarsi da Facebook nel 2019? Il futuro è nel privato dei gruppi 3

Rendere più facile partecipare ai gruppi: rendendo più facile accedere al feed, rendendo più visibili i contenuti nel feed stesso e rendendo più facile la condivisione dei contenuti, anche in questo caso non dimentichiamoci mai che è il contenuto di qualità che fa la differenza.

Supportare le specificità dei gruppi: attivando delle funzioni che siano specifiche per target specifici , per esempio nascondere il nome e mantenere la privacy nei gruppi relativi alla sanità, la chat nei gruppi relativi al gaming, e, caso più interessante come rendere più facile l’acquisto all’interno dei gruppi buy&sell senza che gli utenti lascino la piattaforma.

Ancora di più ci si spostata verso una conversazione one to many ad una conversazione one to few o one to one. L’uso dei gruppi da parte dei brand e magari affronterò in un altro post le caratteristiche più specifiche consente una salvaguardia maggiore della brand reputation proporio perchè sono ambienti chiusi e in molti casi i social network e nella fattispecie facebook si ritrova ad essere solo un canale di customer care o di attivazione di awareness grazie al paid media ormai necessario dopo l’evoluzione degli algoritmi e il sovraffollamento di contenuti.

Gestire un gruppo non è affatto così scontato e non segue le stesse logiche di gestione di una pagina, ho vissuto casi in cui si preoccupava di creare un piano editoriale per il gruppo al pari della pagina Facebook, ma nei gruppi prima che del piano si lavora nel definire i cluster di utilizzatori. Sviluppando il principio di Pareto 80-20 (20% of the input creates 80% of the result) nel mondo interconnesso odierno viene traslato in un 1-9-90. Che significa?

  • 1% sono creatori di contenuti
  • 9% commentano
  • 90% sono l’audience passiva, che psicologicamente crede di poter contribuire se coinvolti.

Queste sono logiche di marketing, e nei gruppi sono ancora più evidenti questi principi e queste logiche, e per poterle affrontare bisogna ragionare in modo diverso, non si possono approcciare tutti gli strumenti di uno stesso Social Network allo stesso modo: Profili privati, Pagine, Gruppi sono diversi per scopo e per logiche e come tali vanno affrontati.

Nei prossimi post cercherò di spiegare le altre evoluzioni che deriveranno dal F8.

Fonte: Facebook Newsroom

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