Bellaveder 1

Bellaveder

Bellaveder è una di quelle realtà di cui ci si innamora a prima vista, più un colpo di fulmine che un corteggiamento se possiamo usare questa metafora.

E’ una cantina che purtroppo ho visitato nel corso di una giornata uggiosa, quindi mi sono prenotato per ritornarci non appena sarà possibile. Nonostante il meteo non a favore la vista ha reso l’idea di ciò che mi aspetterà quando il cielo sarà limpido con una vista invidiabile sulla Valle dell’Adige.

Parliamo dei padroni di casa, Tranquillo Lucchetta ed Andrea. Tranquillo che già al primo sguardo trasmette passione e allegria, passione per il proprio lavoro e allegria contagiosa perchè il vino è convivialità. Basta poco ed entri in confidenza con lui e ti fa sentire a tuo agio. Andrea invece l’ho conosciuto prima su Instagram che di persona, in lui trovate le qualità del vignaiolo, la semplicità della competenza.

La mia visita in cantina è iniziata per caso, passavo in zona Faedo e ho deciso di fare acquisti. Una volta dentro tempo cinque minuti mi sono trovato al tavolo con una coppia di ragazzi svizzeri che avevano appena fatto il giro della cantina ed ora iniziavano la degustazione. Why not? E così mi sono accomodato nella sala degustazione su quella sedia di legno accogliente che mi ha sostenuto per un paio d’ore.

E così abbiamo iniziato una carrellata dei vini della cantina, partendo dal Metodo Classico Brut Nature, bello cremoso con un perlage che pare non voglia smettere mai di farsi guardare, dovuti alla permanenza sui lieviti di circa 40 mesi. Remuage manuale e sboccatura senza aggiunta di liqueur d’expedition.  Le scelte dei vini da degustare le facciamo fare alla ragazza per galanteria e così tocca ora ad un Riesling della linea selezione Faedi, dal colore giallo chiaro, al naso pietra bagnata, ma anche note di resina ed agrumi. In bocca non spicca per intensità.

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Al terzo posto un Müller-Thurgau, anzi, il Müller-Thurgau “San Lorenz” medaglia d’oro nel 2017, 2015, 2013, 2011, 2010, medaglia d’argento nel 2016, 2014, 2012 al Concorso Internazionale Müller-Thurgau di Cembra…e scusate se è poco! Uno dei vini che ho sempre in cantina, reperibile anche online su enovely.com. Al naso frutta a polpa bianca, sambuco, gelsomino, in bocca fresco, sapido e persistente. Chiudi gli occhi e ti immagini la vite con le foglie mosse dalla brezza del Garda nei vigneti di Cavedine. Da stappare come aperitivo o ad una delle prossime cene a base di pesce che farò.

La scelta ricade poi sul Gewürztraminer, 100% Traminer aromatico che conquista la coppia di ragazzi da Bellinzona in un weekend fuori porta. Macerato a freddo conserva un bel giallo dorato orgoglioso, ma quello che conquista senza ombra di dubbio è l’ aromaticità. E’ un vino bello equilibrato abbastanza caldo e piacevolmente fresco. Non di quei Gewürztraminer di cui puoi bere solo un bicchiere, in questo caso me lo porterei pure a tavola.

Passiamo poi a rossi, Pinot Nero Faedi. in questo caso non siamo sempre a Faedo, a circa 600 metri, è’ un vino che si ricorda, e che consiglierei; barriques 12 mesi e malolattica smussano le durezze a favore dell’equilibrio.

Last but not least Lagrein Dunkel, qui siamo su un rubino carico e classici sentori di frutta a bacca scura, prugne e simili, lievemente vanigliato, in bocca morbiso e fresco, di un equilibrio non turbato dai tannini. Tra i due preferisco il pinot nero, ma io sono di parte, ho un debole per i pinot neri trentini, soprattutto per quello che riguarda la parte olfattiva.

Finita la degustazione i ragazzi se ne vanno belli allegri ed Andrea mi propone un giro in cantina dato che ero la e non era ancora pronta la pasta in cucina.

Gia dall’inizio fa un certo effetto l’ingresso in cantina con la parete destra scavata nella roccia per poi entrare nel vero e proprio mondo della cantina dove avvengono vinificazione e stoccaggio. Ecco, non so voi, ma come potete guardare dalle foto, quello che mi ha colpito e per cui ho fatto i complimenti è stato senza dubbio l’ordine e la pulizia, cosa tutt’altro che banale e non da sottovalutare.

Siamo prima di tutto contadini, lavoriamo la terra per incrementare la vitalità del suolo e per favorire le radici della vite nell’ esplorazione degli strati più profondi di esso.

Fonte: Bellaveder.it

Mi piace l’orgoglio di chi lavora con passione, e si migliora in continuazione per trovare il giusto equilibrio con la natura; infatti da anni ornai tutte le coltivazioni intorno a Maso Belvedere e non solo, sono biologiche certificate.

Ho degustato anche:

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Bellaveder
Maso Belvedere, 1, 38010 Faedo TN
Faedo Italia
Phone: 0461 650171
Email: info@bellaveder.it
Url: https://www.bellaveder.it/
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